 Agli occhi umani ed alla risoluzione dei Viking, la pianura di Cydonia è senza ombra di dubbio, la struttura, individuata sulla superficie di Marte, più popolare e conosciuta dall’uomo di strada. In questa area i media hanno da anni speculato la presenza di montagne ed altipiani artificialmente lavorati da intelligenze extraterrestri in forme piramidali coniche e in un volto dalle fattezze umane. Il mito della “Faccia di Marte” nasce nel 1976, quando in una delle centinaia di immagini riprese dagli orbiter dei Viking, fra le alte Terre di Arabia e le basse pianure del nord in una regione denominata Cydonia, i ricercatori del JPL notano delle misteriose strutture una delle quali, in particolare, somiglia incredibilmente ad un volto umano. La “Faccia di Marte”, come venne chiamata, divenne in brave tempo così celebre e popolare da diventare oggetto d’articoli di giornali, libri, talk shows radiotelevisivi e perfino il copione di un celebre film. Da allora, complice anche l’assenza nel frattempo di nuove missioni spaziali su Marte, il mito del manufatto alieno ha resistito inalterato fino all’aprile del 1998, quando i tecnici del JPL/Malin inviarono un comando al Mars Global Surveyor (MGS) per fotografare nuovamente la regione di Cydonia. Al fine di creare popolarità all’esplorazione di Marte e di dare una risposta ai naturali interrogativi che una potenziale, anche se quanto mai improbabile, struttura aliena stavano a significare, la NASA diede al JPL il permesso di esaminare con maggior accuratezza quella zona durante la prima missione utile. L’occasione venne con il Mars Global Surveyor. Prima di dare inizio alla sua missione primaria (che è durata dal marzo 1999 al gennaio 2001) MGS aveva la necessità di provare la sua abilità a puntare oggetti al di fuori della propria perpendicolare. A seguito di questo importante test, nel 1998 MGS scandagliò diverse zone fra le quali l’area di atterraggio di Pathfinder, quella del Lander del Viking 1 e, dopo dodici anni, la pianura di Cydonia. In seguito, nel dicembre del 1999, MGS fu straordinariamente distolto dalla sua missione primaria, per partecipare alla ricerca del Mars Polar Lander, di cui si erano persi i segnali durante l’atterraggio, e le cui dimensioni, almeno teoricamente, ricadevano nelle possibilità di risoluzione massima delle ottiche elettroniche di MGS. Quelle prime immagini di Cydonia e della “Faccia” bastarono ad identificare una immensa e martoriata montagna. Ma nuove immagini dovevano giungere durante l’Extended Mission di MGS. Un aspetto chiave prodotto dell’estensione di missione, iniziata da MGS nel febbraio del 2001, è data dall’opportunità di orientare appositamente le sue telecamere su strutture di particolare interesse. Fu così che l’otto aprile del 2001 MGS ha ruotò di 24.8 gradi sulla sinistra per dare nuovamente una occhiata alla regione di Cydonia che, in qual momento, si trovava 165 chilometri a sinistra, ad una distanza di circa 450 km.

L’immagine ottenuta della montagna marziana, ha una risoluzione di 2 metri per pixel, e appare ai nostri occhi così come simili strutture terrestri sono visibili ai passeggeri che volano su un normale aereo di linea, e ci rivela molti particolari di quella che era il volto più inquietante del pianeta rosso. La foto copre un’area di 3,6 km per parte, mentre l’illuminazione proviene dalla sinistra. |
Buongiorno Riccardo,
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